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SILVERIO FRANCONETTI

IL RE DEI CANTAORES

Cantaor enciclopédico, fondó il “Café Silverio” luogo nel  quale tale arte acquistó dignità di genere musicale favorendo la professionalizzazione degli artisti. Il nostro progetto culturale si ispira alla sua figura trascendentale e leggendaria che rese il Flamenco un’Arte universale.

Di padre italiano, Nicola Franconetti (di Frosinone, Lazio, Italia) e di madre spagnola, María Concepción Águilar (di Alcalá de Guadaira, in provincia di Siviglia), nasce nella capitale andaluza nel 1831. Da bambino, la famiglia si trasferisce a Morón de la Frontera per aprire una sartoria, ma il piccolo Silverio preferisce svignarsela e inizia a frequentare i gitani nelle “fraguas” (le fucine dei fabbri) affascinato dai loro canti, specialmente da “El Fillo”, interprete leggendario dei primi stili grazie al timbro così particolare della sua voce.

Con un maestro così illustre, da adulto, diventa un professionista ed il precursore dei concerti di flamenco tra Siviglia e Madrid, rendendo popolare la famosa “siguiriya de Silverio”, una variazione personale di quello stile gitano, considerata di grande originalità e importanza all’epoca.

Fotografia di Emilio Beauchy, "Café cantante", Siviglia, 1888
José María Alarcón Cáceres, "Café cantante"

Durante la seconda metà del secolo (1856-64) si rende protagonista di un rocambolesco viaggio in America Latina dove, inevitabilmente, entra in contatto con quelle culture e le loro tradizioni musicali. Secondo lo studioso F. Jurado Pérez: “È significativo il fatto che la figura determinate per la formazione definitiva del “cante flamenco”, Silverio Franconetti, incarnó nel proprio percorso di vita il concetto stesso di “ida y vuelta” (andata e ritorno), e chissà se non abbia avuto maggiore importanza nello sviluppo di quelle ultime sonorità  americane nell’ultimo terzo del XIX secolo.” Probabilmente fu il primo ad afflamencare, diffondere e addirittura denominare Guajiras (come palo flamenco) delle strofe poetiche cubane della tradizione popolare. Al ritorno dalla sua avventura americana, riprende la vita artistica, tra Siviglia, Jerez e Cadice, acclamato come “il re dei cantaores”. Inizia inoltre la sua carriera da impresario, fonda diversi cafés cantantes, scopre e assume grandi artisti, tra cui Don Antonio Chacón, Fosforito, La Serneta, La Parrala, La Mejorana…

Silverio fu tra delle figure più importanti nella storia del flamenco, sradicò il cante dalle fiere e dalle feste popolari, per portarlo verso palcoscenici nuovi, gli conferí dignità, originalità ed un impulso decisivo fino a creare il “cante flamenco” così come oggi lo conosciamo.

Definito come cantaor enciclopédico, per la sua grande sapienza e maestria, interprete e allo stesso tempo creatore, apre nella Siviglia del 1881, nella centralissima “calle Rosario”, il CAFÉ SILVERIO, il più rinomato e importante café cantante dove riuscí a far brillare l’arte flamenco al di sopra degli altri generi. Di là passarono i migliori artisti dell’epoca, del cante, del baile e della musica.

Fu un genio che lottò senza sosta per elevare il flamenco e gettare le basi per la sua evoluzione. Secondo Blas Vega: “Silverio salvó la maggior parte di ciò che rimaneva del “cante gitano”, lo amplió in una maniera inimmaginabile e creó le basi e i contenuti artistici di un nuovo genere letterario-musicale, che, se non fosse stato per lui, probabilmente sarebbe andato perduto.” E aggiunge: “Grazie a Silverio ed ai cafés cantantes oggi possiamo ascoltare, scrivere e parlare di flamenco.”

Un secolo prima, Demófilo disse che il creatore del genero flamenco era Silverio e ce lo presenta come una “combinazione di elementi gitani e andalusi”, così che questo cantaor, oltre a rivalorizzare i canti gitani li uní ad altri canti prettamente andalusi, in una perfetta integrazione di stili, creando come risultato ciò che oggi si chiama “cante flamenco”.

 

Lo scrittore di Cadice Fernando Quiñones ci lascia queste considerazioni: “Un ruolo simile a quello di Paquiro nella tauromachia o, azzardando un po’ di più, a quello di Johann Sebastian Bach nella musica classica, ci pare quello assunto da Silverio nell’etá dell’oro del flamenco.”

Il poeta di Granada Federico García Lorca gli dedicó il famoso “Retrato a Silverio”.

Federico Garcia Lorca
Mezzo italiano
e mezzo flamenco,
com’era il canto
di Silverio?
Il denso mielie d’Italia
col nostro limone,
scorreva nel pianto profondo
del “siguiriyero”.
Il suo grido era terribile.
Dicono i vecchi
che si rizzavano i capelli,
E si apriva il mercurio
dagli specchi.
Passava fra i toni
senza infrangerli.
Fu un creatore
e un giardiniere.
Un creatore di pergole
per il silenzio.
Ora la sua melodia
dorme con gli echi.
Definitiva e pura.
Con gli ultimi echi!
Federico Garcia Lorca
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